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Medicina Naturale

Odontoiatria e medicina naturali sono compatibili? A questa domanda rispondo in maniera positiva. Dopo essermi laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli studi di Milano nel 1999, negli anni ho approfondito la propria specializzazione proprio in medicina naturale.
L'integrazione di farmaci omeopatici e omotossicologici nella terapia odontoiatrica, può portare grande giovamento al paziente, grazie al fatto che la moderna omeopatia può avere effetti benefici anche a livello sintomatologico.

In particolare questo tipo di farmaci sono molto efficaci nella cura delle parodontopatie. Dopo avere effettuato una pulizia approfondita delle tasche parodontali, l'uso di farmaci omotossicologici ha esiti molto positivi sia sulla rigenerazione dei tessuti gengivali, sia per quella del legamento parodontale. L'effetto migliore si ottiene iniettando il farmaco, in piccole quantità, in diverse zone orali e questo permette addirittura di fermare, nei casi migliori, il decorso della malattia.

Anche nel caso di interventi di iplantologia il farmaco omeopatico può essere utilizzato. Se sommistrato per tempo, prima dell'intervento chirurgico, può autare nel decorso post operatorio, riducendo le infiammazioni, il trauma e i dolori.

A prescindere, però, dall'utilizzo specifico sul campo, sono convinto che il benessere della persona parta da un equilibrio energetico globale e che quindi il paziente possa trovare giovamento, certo, nella risoluzione di un problema legato ai denti, ma più in generale possa ritrovare uno stato di benessere complessivo.
Proprio per questo utilizzo la medicina naturale in studio, perchè sono convinto che aiuti moltissimo proprio in questo senso.

E' vero che negli ultimi anni se ne sente parlare sempre più spesso e che la medicina naturale e l'omeopatia hanno avuto una diffusione enorme. Troppo spesso, però, si tende a generalizzare e a fare confusione, perchè anche la medicina naturale ha campi precisi e ambiti di applicazione mirati..

Vediamo di seguito le più importanti differenze:

L’omeopatia è, insieme all’agopuntura, la più nota e utilizzata tra le medicine naturali. L’omeopatia è stata scoperta due secoli fa da Samuel Hahnemann e, come suggerisce il nome (composto da omòios = simile e pàthos = malattia), si fonda sul principio di similitudine (i simili si curino con i simili, similia similibus curentur). Sulla base di questa “legge dei simili”, l’omeopatia cura le patologie con dosi infinitesimali di quelle stesse sostanze che, nella persona sana e in dosi normali, scatenano la malattia. Nella preparazione dei rimedi omeopatici, queste sostanze patogene vengono estremamente diluite (tanto che le molecole di partenza non sono nemmeno più rintracciabili nel prodotto finale) e il tutto viene dinamizzato, ovvero scosso più e più volte.
I preparati omeopatici sono privi di effetti collaterali e controindicazioni, sono adatti a ogni età e hanno azione non farmacologica, bensì di “segnale”, andando a stimolare le risorse vitali dell’organismo. Proprio per tali caratteristiche, che violano le leggi della chimica e della fisica come le conosciamo e che male si sposano con il pensiero medico moderno, l’omeopatia è fortemente avversata da larghe fasce degli stessi medici, quelli più ortodossi, e denigrata su molti media. La cosa sembra però turbare ben poco i malati, che, preoccupati dai tanti effetti collaterali dei farmaci e alla ricerca di soluzioni più rispettose della salute globale dell’organismo, fanno sempre più largo uso dell’omeopatia.

La fitoterapia, invece, è la cura delle patologie con principi attivi estratti dalle piante. I rimedi fitoterapici vengono considerati alla stregua di farmaci. Nei fitoterapici è necessario che le sostanze naturali dalla dimostrata attività terapeutica siano ben presenti, in chiave ponderale (almeno nell’ordine dei milligrammi), e quindi questi rimedi non vengono affatto diluiti (e men che meno dinamizzati). Non ci sono quindi molte differenze concettuali tra medicina convenzionale e medicina fitoterapica: il medico esperto in fitoterapia non fa altro che sostituire il farmaco con il prodotto fitoterapico.
Ancora diversa è la fitoterapia che usano i naturopati, che è più vicina alla tradizione erboristica popolare ed è talvolta anche chiamata fitopratica. In questo caso, i fitoterapici non vengono adoperati come farmaci, per curare il singolo, particolare sintomo, bensì come preparati naturali atti a armonizzare funzioni e apparati del corpo e a enfatizzare le innate potenzialità di autoguarigione, in chiave autenticamente olistica. La fitoterapia naturopatica differisce dalla fitoterapia medica anche perché è poco interessata agli specifici principi attivi estratti dalle erbe, mentre invece valorizza la pianta intera e il concetto di fitocomplesso.

 

 

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