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Amalgama Dentale

  • Category: news
  • Published: Wednesday, 01 May 2013 19:13
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La preparazione dell'amalgama dentale prevede la miscelazione di una componente liquida (mercurio) con una componente solida, rappresentata da fini particelle di una lega contenente argento e altri metalli, quali il rame, lo stagno e a volte lo zinco. Le percentuali dei metalli presenti permettono di classificare le amalgame in tradizionali e in non gamma -2, ovvero contenenti un'alta percentuale di rame.
Durante la miscelazione il mercurio agisce sulle parti solide, andando a scioglierle e creando così una amalgama di metalli, che altro non è che un prodotto plastico.

Per molto tempo si è sostenuto che, una volta indurita, l'amalgama sia un composto solido e stabile e che quindi, l'eventuale mercurio presente non si potesse in alcun modo liberare nel cavo orale. In realtà la percentuale di mercurio presente è molto elevata e quindi permane in sovrabbondanza nella struttura dell'amalgama cristallizzata.
I primi studi in questo senso hanno evidenziato una quantità basale di mercurio almeno tripla nell'aria espirata da soggetti che hanno in bocca questa amalgama, rispetto a soggetti che ne sono privi. Il protocollo sperimentale è stato poi perfezionato e ha permesso di concentrare gli studi direttamente sull'aria intraorale, in modo da avere a disposizioni dati più certi. Questo ha permesso di arrivare a calcolare in modo preciso la quantità di mercurio rilasciata dalle otturazioni durante la masticazione e in condizioni basali, cioè senza il carico masticatorio.
Un altro studio ha permesso di ottenere dati molto precisi sulla dinamica del rilascio di mercurio durante la masticazione, dimostrando che i valori aumentano già dai primi minuti  dopo l'applicazione e ci mettono circa 90 minuti a tornare normali.

E' inutile sottolineare come, quindi, questo tipo di otturazioni siano da evitare, perchè di fatto portano a una lenta ma graduale intossicazione, che può provocare anche disagi e patologie.
Per questo io utilizzo materiale composito, funzionale e molto più sano, che permette anche di avere un risultato estetico migliore, visto che il colore somiglia molto a quello del dente. Il materiale che utilizzo è composto da una resida fluida sintetica, a cui si aggiungono materiali riempitivi, tra cui per esempio vetro, quarzo, silicio.

Detossificazione Cellulare

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  • Published: Wednesday, 01 May 2013 19:13
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Quando si è affetti da una malattia o da un disturbo, la priorità di ciascuno è quella di guarire il prima possibile e di tornare a stare bene. Questo vale per qualsiasi campo medico, sia esso l'odontoiatria o qualsiasi altro. Perchè il processo di guarigione sia il migliore possibile, però, è importante che il corpo sia pronto ad affrontarlo al meglio delle sue possibilità.
Predisporre il nostro organismo perché sopporti al meglio l’estrazione di un dente, un intervento chirurgico, o l’influenza stagionale, è di fondamentale importanza per mantenersi complessivamente in forma.
Già, ma come fare per centrare questo risultato? Io prima di un intervento in ambito odontoiatrico consiglio sempre di detossificare l’organismo a livello cellulare. Per
farlo occorre eliminare le tossine introdotte nel nostro corpo attraverso farmaci, alimenti, ambiente, stress ed errati stili di vita. Sono proprio queste ultime, infatti, a rallentare e bloccare le funzionalità del corpo, favorendo l’insorgere di patologie e influenzando negativamente i processi di guarigione.
Il primo passo, ma fondamentale, sulla via del riequilibrio è quello di bere acqua non ai pasti, ma durante la giornata.


L’ideale sarebbero 30 millilitri per chilogrammo di massa corporea, qualora non si riuscisse a centrare questo obiettivo diciamo che circa 2 litri al giorno possono essere considerati sufficienti. Si dovrebbe cominciare a bere già al risveglio, a digiuno, con un bel bicchiere diacqua a temperatura ambiente o, meglio ancora, tiepida, eventualmente insaporita con una spruzzata di limone. E si dovrebbe proseguire per tutta la giornata assumendola di tanto in tanto. Naturalmente all’acqua del rubinetto (solitamente a PH acido) consiglio di preferire acqua di fonte che abbia un ph compreso tra 7 e 8 (basico), perché proprio l’ambiente basico favorisce la guarigione. Occhio
anche al residuo fisso che dovrebbe inferiore ai 40 ml per litro. Molti ritengono di poter sostituire l’acqua pura con thè o il caffè, ma questa è una pratica sbagliata. «Assolutamente no - risponde
Sia l’uno che l’altro, infatti, svolgono la funzione opposta all’idratazione, ovvero disidratano. No, naturalmente, anche all’acqua e alle bibite gassate. Bere acqua semplice a molti sembra una cosa strana; in realtà così strana non è, considerando il fatto che il nostro corpo è fatto d’acqua per l’80% della sua massa…
Bere, oltre ad aiutarci a stare meglio, ci farà guarire prima.

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